Fluidità di note argentine
Si leva dal mio animo ebbro
Ebbro di sole, di vita
Di verde ... di luce
Fluidità di note impazzite
Si leva dal mio cuore appassionato
Il mio cuore innamorato
Si perde nell'estasi della natura (del sogno)
Bolle
di ote mpazzite
fluide
iridescenti
erompono
dal mio animo ebbro.
Ebbro di vita
di luce
di amore ...
Bolle frementi d gioia
ingenue ... lucenti
nell'aria
si librano
e anelano al cielo.
Pazzo mio cuore
Cuore mio esaltato
Cuore mio fanciullo.
Nella magia dei sogni
Ti inseguo e ti ritrovo,
tra gocce di smeraldi
ti inseguo e tiritrovo,
tra gocce di smeraldi
mi chiami e mi trascini.
-Su, prendimi per mano -
Suadente tu. i inviti
- ti dò le tue illusioni
Nascoste nelle fiabe ...
Su, lasciati ... abbandonati ...
La vita è il più bel sogno -
Midici e piangi e ridi
Del mio, del tuo dolore.
Ti prego, cuore mio,
ti prego non lasciarmi
la mia realtà è il tuo sogno.
Illudimi, ti prego,
non destarmi mai
la tua illusione è vita.
Col cuore anelo e tanta meraviglia
sognavo ad occhi aperti quel mattino.
Rubavo al sole le sue spighe d'oro,
a tutti i fiori gocce di rugiada
per farne lo spartito della vita.
Rubavo ad ogni brezza effluvi dolci
per dare senso e vita ai sogni miei.
in questa tarda ora vespertina
inseguo ancora, eterna vagabonda,
il dolce suono d'un lontano canto
che mi commuove e intenerisce ancora.
Il sole che tramonta questa sera
è quello che rillava stamattina
e questo cuore che qui dentro batte
è lo stesso di quando ero bambina.
poeta folle e folle sognatore
ruba ancora le perle di rugiada,
raggi di luce e i palpiti dal cielo.
Raccoglie ancora schegge d'infinito
per dare luce e vita alla sua sera.
Figlia dell'aria
leggera
naufrago
tra i sogni
della mia follia
Estasi
Nel sole pigro
di un meriggio d'estate
col tuo silenzio
mi parli d'amore.
L'eco di un canto,
appassionato e lento,
scioglie i sui effluvi
in un dolce languore.
bussa al mio cuore
una nota smarrita.
Tu parli ...
l'anima mia ascolta ...
Ascolta le foglie sospese,
la terra assopita,
la voce del sogno
che incanta il mio cuore,
che inebria il tuo cuore.
Sperduta,
in questa arcana magia,
creatura dell'aria,
leggera,
naufrago
nell'ebrezza sublime
dell'estasi.
Mi guardasti
Mi guardasti tu
Dagli occhi buoni e caldi
Ti sorrisi e corsi via
Non dimenticai il tuo sguardo
E fu tormento
Occhi pieni d'amore e di malia
Un ultimo lembo di giovinezza
Mi scorreva dalle mani
Ma tu non potevi coglierlo.
Nella quiete dell'ultimo mio porto
piange il cuore la nostalgia del niente.
Niente tenevo e tutto io sognavo,
sognavo il mondo e ciò che non avevo.
Sognavo, è vero, la felicità.
Un dì raccolsi nella mia bisaccia
sperenze, fede, sogni e me ne andai,
trepido il cuore e l'ansia sempre anela,
alla cerca di quel che mi mancava.
Arrancai, corsi ed inciampai ...
Mai cedetti, né mai io mi fermai.
Adesso che mi sento vecchia e stanca
e stringo in mano ciò che non avevo,
vuoto è il mio cuore e piange sconsolato
il bene di quel niente ch'io credevo.
Ero felice allora del mio niente ...
Ero felice ... ma non lo sapevo.
Tra i mille effluvi odorosi
Tra mille gocce di sole
Aerei danziamo leggeri
Al palpito dei nostri cuori.
Rubiamo ai prati del cielo
Perle di luce e d'amore
Tutte spargiamole a braccia
Sul mondo attonito ancora.
Vieni, su, vieni anche tu ...
Stringimi forte la mano
In questa carola lieta
Cantiamo un inno alla vita
Danziamo insieme all'amore
La vera, la bella stagione
E' questo tripudio del cuore!
Voglia di infinito,
voglia di bere
un calice di felicità
di stringere l'infinito
al petto
di rubare smeraldi
alle foglie,
diamanti di luce
al cielo,
per riempire
l'evanescenza
delle mie illusioni!